La multifattorialità dell’insonnia comporta la necessità di un’accurata e approfondita valutazione dei suoi diversi fattori di innesco e di mantenimento in modo da strutturare un intervento terapeutico razionale e mirato.
Considerare un paziente con disturbo di insonnia identico ad un altro è un errore significativo con conseguenze pesanti in termini di successo terapeutico.
Il trattamento psicologico dell’insonnia prevede coerentemente con questa evidenza un’attenta e strutturata valutazione del disturbo, inquadrandolo in un quadro complessivo della persona, sia da un punto di vista psicologico che di salute fisica che ancora di abitudini di vita generali e riferite al sonno vero e proprio.
La valutazione clinica è quindi finalizzata all’esame del funzionamento attuale del sonno e della veglia del paziente, delle sue rappresentazioni e delle strategie attuate per gestire il problema di sonno.
Durante la valutazione è importante indagare sulla presenza di problemi medici, psicologici, sull’uso di farmaci e di sostanze spesso associati all’insonnia e sullo stile di vita del paziente.
Il metodo principale è il colloquio clinico, a cui si associano dati di supporto e screening forniti da questionari “self-report” specifici che forniscono al clinico una progressiva messa a punto della diagnosi e la conseguente pianificazione del trattamento. Possono rendersi necessarie, ai fini di diagnosi differenziale in comorbilità con altri disturbi del sonno, eventuali polisonnografie o altri esami clinici ipnologici da svolgersi in centri di medicina del sonno.
Di seguito, a puro titolo esemplificativo, alcuni dei questionari e strumenti di rilevamento utilizzati:
Pittsburg Sleep Quality Index (PSQI), Pre-Sleep Arousal Scale (PSAS), History Interview, Epworth Sleepiness Scale, Dysfunctional Beliefs and Attitudes about Sleep (DBAS), Questionario di Igiene del Sonno, Insomnia Severity Index, Insomnia Interview Scale, Morningness-Eveningness Questionnaire (MEQ), diari del sonno, questionari psicometrici.