La Cognitive-Behavioural Therapy (CBT–I) – in italiano nota come Trattamento Cognitivo Comportamentale dell’Insonnia – è considerata la terapia non farmacologica migliore per la cura dell’insonnia cronica (Morin and Benca, 2012). Si tratta di un trattamento di tipo psicologico e psicoeducazionale di orientamento cognitivo comportamentale sviluppato da Richard R. Bootzin e Charles Morin, che viene largamente applicato a livello internazionale. L’efficacia della CBT-I è documentata da molti studi basati su randomized clinical trials con follow-up che superano i 24 mesi e riassunti in numerose metanalisi (ad esempio vedi Murtagh e Greenwood, 1995), che documentano anche come a lungo termine risulti essere più efficace del trattamento farmacologico. Si riscontra ampiamente (vedi Morin et al., 1999) infatti che il trattamento CBT-I consente di mantenere nel tempo i buoni risultati ottenuti, mentre i pazienti che seguono il solo trattamento farmacologico tendono ad avere ricadute dopo la sospensione.
La Cognitive-Behavioural Therapy (CBT–I) è un intervento psicologico breve, il cui obiettivo è di migliorare la qualità e la quantità del sonno in modo che corrisponda alle effettive esigenze della persona, in modo da ottenere effetti positivi sui disturbi diurni collegati al cattivo sonno.
La strategia di trattamento della CBT-I è quello di agire su tutti i fattori che concorrono a perpetuare l’insonnia, quali i fattori comportamentali (ad esempio orari di sonno irregolari o cattive abitudini di sonno), psicologici (come pensieri ricorrenti, rimuginazione preoccupazione e sentimenti di impotenza sul sonno) e fisiologici (iper-attivazione corporea e mentale).
La CBT-I prevede una prima fase di valutazione nella quale è effettuata un’accurata raccolta della storia clinica dell’insonnia per ottenere un’adeguata mappatura del tipo di insonnia e stabilire la tipologia di trattamento migliore per il paziente.
Lo psicologo definisce quindi l’iter d’intervento sulla base delle caratteristiche specifiche del paziente e del suo disturbo del sonno, allo scopo di agire sinergicamente su tutti gli aspetti fisiologici, cognitivi e comportamentali sottostanti l’insonnia. Il paziente è attivo e reso consapevole della ratio del trattamento in tutte le fasi del protocollo di intervento.
Il protocollo CBT-I prevede l’impiego di tecniche cognitive volte a cambiare le convinzioni e l’approccio mentale che riguardano l’insonnia (terapia cognitiva per la gestione dei pensieri e le ruminazioni) e tecniche comportamentali che mirano a modificare abitudini disfunzionali per il sonno e ad introdurre nuovi comportamenti che favoriscano un buon sonno (tecniche di rilassamento, controllo dello stimolo, restrizione del sonno, igiene del sonno ) di comprovata efficacia nel combattere i pensieri di tipo ansioso, le ruminazioni e i circoli viziosi cronici instaurati che impediscono il rilassamento e contrastano l’insorgenza e il mantenimento del sonno minandone la quantità e la qualità.